Le interviste LiveCinema&Libri – Patrizia Rasetti

Buonasera! Siamo qui con Patrizia Rasetti, autrice de Delitti tra le note, una dei finalisti del premio “Un libro per il cinema 2019”. Grazie di essere qui con noi di Live Cinema&Libri… Innanzitutto, congratulazioni per il bel risultato di essere arrivata in finale: per questo motivo vorremmo conoscerLa di più. Com’è nata scrittrice?

Buonasera e grazie per le belle parole! Posso dire che sono nata scrittrice in età abbastanza matura, perché mi sono dedicata anima e corpo alla penna e al foglio, proprio quando sono andata in pensione. Prima, tra impegni familiari e di lavoro, non potevo dedicarmi a questo mio grandissimo hobby. Ora, invece, ho tutto il tempo necessario, anzi, tutto il tempo che la scrittura merita.

E’ molto bello quello che ha detto, anche con questa sfumatura molto orgogliosa nella voce: il tempo che la scrittura merita. Che cos’è per Lei la scrittura, e che cosa merita secondo Lei?

Per me, scrivere significa liberare l’anima, le anime, liberare la mente, viaggiare con la fantasia, anche toccando temi che mi appassionano molto. Nei miei scritti, per esempio, è il tema della donna.

Benissimo: com’è la Sua donna? Quale messaggio vuol fare arrivare ai lettori e alle lettrici con la donna e i personaggi femminili dei Suoi libri?

La mia protagonista, Gemma Galleschi, è la direttrice di un Conservatorio musicale nel 1910, in un periodo in cui le donne erano trattate veramente come oggetti. La mia Gemma, invece, è uno spirito libero e audace, è una donna che non ha paura di niente e di nessuno. In lei, mi auguro che le altre donne possano vedere che cosa ognuna vuole essere di se stessa.

Molto bello: capisco anche meglio cosa voleva dire con liberare le anime attraverso la scrittura, nella domanda precedente. Questo succede anche con un’altra arte, quella del cinema. Com’è il Suo rapporto con il cinema, o meglio, come vede il rapporto tra cinema e libri?

E’ un rapporto molto bello, ma anche complicato. A me piace molto leggere prima il libro e poi vedere il film; molte volte, mi sembra che il film sia più bello del libro, in altre occasioni trovo incongruenze che mi fanno un po’ storcere il naso, ma nella maggioranza dei casi sono soddisfatta di quello che ho guardato. Alcuni esempi che mi sono piaciuti sono la serie de I bastardi di Pizzofalcone  e L’amica geniale. Di quest’ultima avevo letto prima i libri e poi guardato la serie.

E qui ci agganciamo bene alla mia prossima domanda che sarebbe stata qual è il libro diventato film che poi Lei ha apprezzato. Quindi mi ha dato due titoli, L’amica geniale e I bastardi di Pizzofalcone, che sono testi complessi e particolari: in questo caso, che cosa ha pensato della trasformazione dei libri in film?

Per I bastardi di Pizzofalcone ho apprezzato che i personaggi fossero molto simili a quelli nei libri che ho letto, li ho ritrovati molto. Per L’amica geniale, mi sono piaciute moltissimo le protagoniste, sia le ragazzine, sia le adolescenti: la loro interpretazione mi ha profondamente commosso. Soprattutto vedere loro e il tempo in cui vivevano, con le loro miserie e la grande ricchezza d’animo di entrambe

Anch’io ho adorato la trasposizione in film de L’amica geniale, e l’interpretazione molto intensa di tutte le attrici che impersonavano le due protagoniste nelle varie età. Questa, quindi, è stata una trasformazione riuscita ed apprezzata. C’è il caso opposto, ovvero di un libro che avrebbe voluto vedere sullo schermo, e che non è capitato?

Difficile rispondere a questa domanda, perché di libri ne ho letti veramente tanti… ecco, forse, potrei indicare i miei libri! Mi permetto di fare battute, mi piace scherzare… 

In effetti, la mia prossima e ultima domanda sarebbe stata simile: perché ritiene che i Suoi libri debbano essere trasformati in un film? Che cos’è, secondo Lei, che li renderebbe idonei a proiettarli dalla carta allo schermo?

Li vedo bene perché è una serie: per adesso ne ho pubblicati quattro e altri due sono in pubblicazione, con la stessa protagonista. Anzi, gli stessi protagonisti: Gemma Galleschi, di cui ho detto prima, che è la direttrice del Conservatorio, e che si diletta molto in investigazioni, il maresciallo e l’avvocato. Gemma e l’avvocato hanno una storia d’amore, che risale ad una ventina d’anni prima. Si sono riavvicinati e piano piano questo loro sentimento si è rinfocolato. Il maresciallo è un uomo burbero, che all’inizio non vede di buon occhio l’intervento di Gemma, ma poi capisce che senza di lei non può andare avanti. Da una parte, quindi, la presenza dei protagonisti e poi la rappresentazione dei luoghi, degli usi, dei costumi, dei mestieri dell’epoca, e le parlate locali: la differenza di parlata tra la borghesia e quella del popolo, per esempio. In un libro non si coglie bene, ma in una trasposizione televisiva, questa differenza di parlate con il vecchio vernacolo penso che possa essere un punto a favore.

In effetti, avendo il testo un colore di linguaggio parlato così particolare e radicato nel territorio, potrebbe essere interessante sentirlo dal vero, al proprio orecchio! Nel frattempo, grazie per tutto il tempo che ci ha dedicato, in bocca al lupo per il premio e buon lavoro!

Grazie a voi, arrivederci!

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